Ciriole
Probabilmente, il nome ceriole deriva dal latino “cereus” = come la cera, di cera, per indicare il colore bianco della pasta senza uova, composta di sola farina e acqua. Secondo la testimonianza di Remo Coppini, le ceriole un tempo venivano realizzate con un procedimento molto laborioso: “(…) dopo aver fatto riposare l’impasto tirare col matterello una sfoglia non troppo sottile che taglierete a mo’ di fettuccine corte e larghe, che dovrete attorcigliare con le palme delle mani infarinate con l’apposito ferro, o attorno a grossi ferri da maglia, ricavandone gli “stringozzi” o “ceriole””. La testimonianza di Remo Coppini, comunque, ci risulta essere l’unica che descrive tale procedimento e che associa le ceriole agli stringozzi. Le ciriole risultano invece essere più lunghe degli stringozzi e sicuramente solo tagliate in una sorta di fettuccine di spessore consistente.
Ingredienti: farina di grano tenero, acqua. Variante: farina di grano tenero (2/3), semola di grano duro (1/3), acqua. Lavorazione a mano: gli ingredienti vengono lavorati a mano su spianatoia di legno; una volta ottenuto un impasto omogeneo, con il rasagnolo viene tirata la sfoglia dello spessore di circa 3 mm.; la sfoglia ottenuta viene arrotolata e tagliata a strisce larghe circa 3-4 mm. e lunghe circa 15/20 cm. al massimo.
(Comuni di produzione)
(Itinerari di degustazione)
Tipo di prodotto
Pasta fresca PRODOTTI TRADIZIONALI



Ferro battuto
Anguilla del Trasimeno