Agriturismo in Umbria

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Fagiolo di Cave

Fagiolo “da sgrano” di taglia medio/piccola (lunghezza mm 12/18, peso 0,5 gr. ca), di forma ovoidale allungata. Nel tipo “Verdino” il colore varia dal verde chiaro (appena raccolto) all’avana chiaro (secco). Nel tipo “Giallo” il colore oscilla tra il giallo/bruno e l’ocra chiaro. Oltre al sapore gradevole, peculiari caratteristiche sono l’elevata digeribilità e la facilità di cottura dovute alla sottigliezza della buccia. Tale qualità si deve al terreno, fertile e povero di calcare. Lo si coltiva nei terreni irrigui della frazione di Cave (Foligno), costeggianti la sponda destra del fiume Topino. Il totale della superficie potenzialmente interessata è di circa 100 ha. e si caratterizza per l’assenza di trattamenti con concimi chimici, pesticidi o diserbanti. La battitura avviene mediante bastoni. La cernita (separazioni dei fagioli dalle impurità) è fatta con due tradizionali strumenti contadini: il corvello(per piccole quantità), e la viara(per quantità più grandi). I fagioli (nell’ambito della “Sagra del Fagiolo”) sono venduti secchi, condizionati in sacchetti di plastica, senza alcuna aggiunta di conservanti o altre sostanze. La coltivazione del fagiolo di Cave si svolge come descritto sopra da tempi immemorabili: si tratta di metodi assolutamente naturali, gli stessi da sempre nelle loro caratteristiche fondamentali. Ciò è confermato anche dalla memoria “storica” di anziani coltivatori locali.

La comunità di Cave ha iniziato il percorso di valorizzazione del proprio prodotto tipico fin dal 1980, anno in cui si svolse la prima “Sagra del Fagiolo”. Numerose ricette con fagioli appaiono nei menù della Foligno seicentesca; oggi sono fatte rivivere annualmente, in occasione della Giostra della Quintana, nelle taverne dei 10 rioni in cui è divisa la città. Le pregiate caratteristiche organolettiche dei fagioli di Cave sono senz’altro dovute alla ottima qualità dei terreni, attribuibile alla loro natura alluvionale. Infatti questi “emersero” da quello che nel quaternario era il lago Umber, divenuto prima palude e, successivamente, terre coltivabili, grazie ad una serie di bonifiche iniziate probabilmente dagli Etruschi (erosione della soglia di Torgiano), proseguite con certezza nel VI sec. sotto Teodorico, e praticamente terminate nel 1473 (la vicenda si chiuse nel XIX sec., con la definitiva arginatura del Topino operata dall’ing. Rutili, a seguito di decreto papale di Leone XII, del 1828).

(Comuni di produzione)

Tipo di prodotto

Ortaggi PRODOTTI TRADIZIONALI