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Eventi

Festival delle Nazioni

41ma Edizione Festival delle Nazioni - Nazione ospite Israele

Città di Castello, 21 Agosto - 5 Settembre 2008

Il Festival delle Nazioni è nato a Città di Castello nel 1968 con lo scopo di valorizzare il patrimonio artistico dell’Alta Valle del Tevere e occupare uno spazio di qualità nelle manifestazioni culturali italiane ed europee di maggior pregio. L’asse culturale del Festival si è caratterizzato sin dai primi anni per la scelta di una Nazione ospite di cui viene presentato il meglio della produzione musicale in scenari naturali ed architettonici particolarmente suggestivi. In questo contesto il contributo offerto dal Festival delle Nazioni alla integrazione europea attraverso l’arte e la cultura è stato universalmente apprezzato.

La 41ma Edizione del Festival delle Nazioni rende omaggio a Israele - per la prima volta presente nella storia del Festival - a chiusura di un percorso che dalla Polonia alla Boemia e alla Spagna, ci ha visto esplorare la significativa presenza della cultura ebraica nella storia d’Europa.
La complessità della storia di Israele si riflette naturalmente in tutti gli aspetti della cultura delle popolazioni che vivono in questa terra. Da questa complessità, dall’interazione tra culture diverse, dal dialogo e dai conflitti, scaturisce la ricchezza del mondo musicale di questo Paese.
La musica peraltro è uno dei campi d’eccellenza della cultura ebraica e quindi di Israele. Il violinista protagonista del romanzo di Natham Shaham ‘Il quartetto Rosendorf’ dice: “la musica è la patria dei senza-patria”.
In tutta la storia del popolo ebraico, prima e durante la diaspora, la musica ha conservato una funzione fondamentale nella scansione dei momenti importanti della vita civile e religiosa. In questa edizione del Festival ci concentreremo soprattutto sulla musica e i musicisti di oggi e cercheremo di entrare nelle musiche delle Aliyot (l’aliyah è l’ascesa, intesa come ritorno alla terra promessa), in quel ricco patrimonio che le diverse immigrazioni hanno portato in Palestina, accentuandone il carattere di crocevia di culture e di ponte fra Occidente e Oriente. Ascolteremo autori dell’inizio del ‘900 poco conosciuti al grande pubblico, giunti con i primi movimenti di ispirazione sionista col loro bagaglio mitteleuropeo come
Paul Ben-Haim o Yehezkel Braun, accostandoli a Maurice Ravel, Darius Milhaud, Joaquin Rodrigo e Max Bruch nei ‘Canti del cuore ebraico’ di Valeria Fubini Ventura, e compositori contemporanei come Leonid Hoffman o Gil Shohat e Menachem Wiesemberg.

Percorreremo idealmente le strade del Nord Africa insieme ai mishraim (ebrei che hanno vissuto nei paesi Mediorientali e del Maghreb) che, dopo il conflitto del 1948 e quelli seguenti, trovarono una nuova patria in Israele, dopo secoli di vita e cultura condivise con i fratelli arabi, recando con sé il loro patrimonio musicale frutto proprio di quella lunga convivenza; vedremo le influenze portate dagli immigrati dallo Yemen, dall’Etiopia fino agli ultimi grandi flussi, avvenuti in particolare dalla ex Unione Sovietica dopo il 1989, che hanno profondamente influenzato e modificato la società israeliana, ma anche rafforzato la vita musicale del Paese. Avremo dunque modo di conoscere Idan Raichel ed il suo gruppo formato da musicisti provenienti dall’Etiopia, dalla Georgia, dal Suriname, dall’Iran e da Israele, col suo suono assolutamente originale, risultato della fusione di differenti esperienze etniche con il pop internazionale.
Ascolteremo la
Israel Chamber Orchestra col suo direttore Gil Shohat, uno dei compositori più importanti di questo paese. L’Arab Music Orchestra of Nazareth - esempio di intensa collaborazione tra musicisti palestinesi e israeliani - che si avvale dello strumentale arabo classico (archi, oud, qanun e percussioni), recherà un omaggio ad Oum Kultoum insuperata voce dell’anima araba dagli anni ‘30 ai ‘50.
Ma incontreremo anche grandi esecutori che, pur non essendo nati in Israele, hanno voluto tenere sempre vivo il rapporto con la terra dei loro progenitori; come
Gidon Kremer, con la sua Kremerata Baltica, Shlomo Mintz in un concerto con il New Russian String Quartet, Pavel Vernikov e Pavel Berman esempi della affascinante storia della scuola violinistica russo-ucraina, i cui maggiori esponenti furono e sono artisti di cultura ebraica (si pensi a Jascha Heifetz, Isaac Stern, Nathan Milstein, David Oistrakh). Accanto a questi artisti sarà presente Salvatore Accardo grande protagonista della tradizione violinistica italiana in duo con la pianista Laura Manzini.

Sandro Lombardi leggerà brani di David Grossman in una nuova produzione che si avvarrà di una composizione commissionata a Michele dall’Ongaro ed eseguita dall’Ensemble degli Illuminati, nell’ambito del ‘Viaggio’ progetto pluriennale di David Riondino e Fabio Battistelli. Il pianista Roberto Prosseda eseguirà musiche di Mendelssohn accostandole ad autori contemporanei italiani come Campogrande, Boccadoro, Solbiati, che hanno composto brani basati su frammenti inediti dello stesso Mendelssohn.
La voce del cantore
Eya Lerner e il suono del violino di Pavel Vernikov insieme ai ‘Virtuosi Italiani’ ci condurranno attraverso scene di vita quotidiana e momenti salienti del racconto Biblico in una suggestiva narrazione musicale di Leonid Hoffman.  Ospiteremo inoltre un concerto rappresentativo del genere con cui è stata identificata la musica popolare ebraica in particolare nei paesi dell’Europa dell’Est: parliamo della musica Klezmer, genere tipico della cultura musicale ebraica Centro-Europea, che influenzò musicisti come Gershwin e Benny Goodman e che ha visto nel secondo dopoguerra una rinascita che lo ha portato a diffondersi in tutto il mondo. L’ensemble Klezmerata Fiorentina, composto di musicisti israeliani e italiani sarà presente al Festival con il concerto ‘15 variazioni sul tema della vita’.

Il Festival si impegna come sempre nella formazione e promozione di giovani talenti con i Corsi di Perfezionamento Musicale “Luigi Angelini”. Quest’anno
Verena Richter, sassofonista, vincitrice del Premio Calpurnia dell’edizione 2007 eseguirà con il suo maestro Federico Mondelci musiche di Jean-Baptiste Singelée, di Darius Milhaud e Paul Hindemith, sino ai contemporanei Roberto Molinelli, Takashi Yoshimatsu, Graham Fitkin, Phil Woods. In due concerti cameristici di particolare interesse Danilo Rossi e Corrado Giuffredi, Enrico Dindo e Monica Cattarossi eseguiranno musiche di Max Bruch, (in particolare ‘Kol Nidrei’ per violoncello e pianoforte) Felix Mendelssohn-Bartholdy, di Mario Castelnuovo-Tedesco (le rare ‘danze del Re Davide’), e Paul Hindemith. L’appuntamento con la danza vedrà protagonisti due coreografi: l’israeliano Avi Kaiser e l’italiano Sergio Antonino che, uniti da tempo da un proficuo sodalizio artistico, presenteranno la loro ultima produzione ‘Piyut’, ispirata ai modi di cantare i versi della Bibbia. Da questi antichi elementi musicali nasce il gesto coreografico di questa performance. Rami Fortis, fondatore di uno dei gruppi storici del rock israeliano (Minimal Compact) canta i suoi piyutim rielaborati col filtro della sua sensibilità contemporanea ispirandosi alla ricca tradizione proveniente dalla Giordania, dai paesi del Maghreb, ma anche dalla Spagna e dall’Italia. Completerà il programma della 41ma edizione del Festival delle Nazioni un concerto che vedrà l’incontro fra I Solisti di Perugia il direttore israeliano Yaniv Dinur, inserito nel progetto “Spettacolo Umbria” della Regione.

M° Aldo Sisillo

Tipo di evento

Festival musicale