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Museo Archeologico Nazionale dell'Umbria

Articolato nelle due sezioni, preistorica ed etrusco romana, il museo ha sede, dal 1948, nel complesso architettonico di San Domenico. Dal chiostro, uno dei più ampi e notevoli della città, è visibile il possente campanile della chiesa. Sotto il portico sono conservati materiali lapidei, in particolare urne cinerarie perugine.
La maggior parte delle collezioni proviene da scavi ottocenteschi, cui si devono importanti acquisizioni, quali il sarcofago, detto dello Sperandio, il Cippo di Perugia, i bronzi arcaici di Castel S.Mariano, purtroppo in buona parte all'estero. In questo periodo Perugia si affermò come importante centro di studi archeologici, etruscologici in particolare. I vari studiosi, che durante il secolo si alternarono alla direzione, continuarono ad arricchire il museo con nuclei di materiali provenienti dalle necropoli in territorio perugino.
Una consistente quantità di reperti preistorici, dovuta all’acquisto di una collezione privata, e a campagne di scavo, incrementa, fin dai primi anni del Novecento, la consistenza del museo.
Nel 1957 le collezioni, già arricchite da numerosi materiali di proprietà statale, furono donate dal Comune allo Stato, che subentrò nella direzione del Museo.

 

Sezione Etrusca

Il percorso inizia nel loggiato superiore del chiostro, dove sono collocate una serie di urne cinerarie e altri materiali lapidei provenienti dal territorio perugino. Da qui, si accede poi in una sala che ospita la grande statua in bronzo, rinvenuta ad Amelia, raffigurante Germanico. L'itinerario comprende inoltre alcuni interessanti oggetti della collezione Guardabassi, costituiti da buccheri, oggetti in bronzo, una raccolta di gemme e gioielli miniaturistici, prima di articolarsi nelle undici sale successive.
La grande stele funeraria con scena di combattimento tra due guerrieri e il sarcofago, con rappresentazione di un corteo, costituiscono efficaci testimonianze riferibili alla produzione in arenaria dell'epoca arcaica (VI sec. a. C.).
Considerate tra le opere più rilevanti della bronzistica etrusca arcaica, le lamine sbalzate di Castel S.Mariano erano probabilmente utilizzate come ricchi rivestimenti di materiali lignei, in particolare carri da parata. Dalla stessa tomba principesca, rinvenuta agli inizi del secolo scorso, provengono altri sontuosi materiali, oggi dispersi in varie collezioni.
Le varie necropoli perugine sono rappresentate da corredi composti da ceramiche, armi, kottaboi, utensili in bronzo, specchi e gioielli.
Il grande cippo di travertino, con la lunga iscrizione in 24 righe, costituisce una fondamentale testimonianza della lingua etrusca.

(Comuni di produzione)

Tipo di bene artistico/naturale

Museo