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Cascata delle Marmore

Inserita stupendamente in uno scenario naturale di incomparabile bellezza, la Cascata delle Marmore (7 Km. da Terni, lungo la SS. Valnerina) è un'opera artificiale dovuta ai Romani. Nel 290 a.C. il console Curio Dentato ordinò lo scavo di un canale (Cavo Curiano) per far defluire le acque stagnanti del fiume Velino nella valle reatina, convogliandole fino alla rupe di Marmore, da dove le fece precipitare nel sottostante alveo del fiume Nera, con un salto complessivo di 165 metri.
Al tempo l'opera fu celebrata come un grande evento e contribuì certamente a rafforzare il prestigio di Roma fra le popolazioni umbre da poco conquistate. Ma la fantasia popolare preferì immaginarne un'origine mitologica: si narra, infatti, che la ninfa Nera si fosse innamorata di un pastore, Velino, ma Giunone per punirla la trasformò in un fiume, la Nera. Velino disperato si gettò dalla rupe di Marmore per ricongiungersi all'amata: quel salto mortale sarebbe continuato per l'eternità.
In ogni epoca la bellezza della Cascata ha ispirato poeti e artisti: numerose riproduzioni di pittori italiani e stranieri; Virgilio sembra si riferisse alla Cascata quando cita nell'Eneide, VII libro, una valle d'oscure selve e tra le selve un fiume che per gran sassi rumereggia e cade. Anche G. Byron nel suo Childe Harolds Pilgrimage cantò la Cascata descrivendola come uno degli spettacoli più avvincenti osservati nel corso dei suoi innumerevoli viaggi.
Da circa 50 anni le acque della Cascata sono utilizzate per alimentare centrali idroelettriche; la ricchezza di acqua di tutta la zona è all'origine dello sviluppo industriale della Conca Ternana con il sorgere di industrie siderurgiche, elettrochimiche ed elettriche.

 

(Comuni di produzione)

Tipo di bene artistico/naturale

Paesaggio