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Museo della Civiltà Contadina - Todi

Nelle vicinanze di Todi, a Badoglie, degno di essere visitato è il Museo della Civiltà Contadina, qui sono presenti oggetti , attrezzi dimenticati da molti o mai conosciuti , che fanno rivivere usanze e costumi antichi. Il museo è collocato in una casa colonica, il materiale è costituito per lo più da attrezzi agricoli situati nel piazzale antistante al casa e tra questi si possono ammirare vari tipi di aratri, vomeri, trattori del 1916 ed una rudimentale ruspa che veniva usata con la forza animale; ma vi sono anche vecchie misure agricole come sacco, lo staio per prodotti grezzi, la coppa, il boccale, moltissimi attrezzi di uso comune che servivano quotidianamente al contadino per varie faccende nei cami. Ma a nulla servirebbe l'amorevole cura di Tersilio Foglietti nell'allestire il suo Museo della civiltà contadina, se non si valicasse la soglia della curiosità e della immagine e non si penetrasse la civiltà raccolta, conservata, offerta all'indagine.
Il Museo di Foglietti ripropone decenni di esistenza e di operosità, simili e diversi, e nel flusso lento delle generazioni, tipici, in quei tanti declivi, nei vasti prati e negli estesi boschi umbri.
Terra di feudi e castelli, di piccoli appezzamenti, di ricche chiesine, di case coloniche e di tradizioni, gran parte di questa Umbria è racchiusa nell'attuale Museo, ricco e certosino pur nella fitta accatastatura di gran parte degli elementi.
Proprio attraverso gli attrezzi lavorativi si spiega la civiltà contadina esemplata nel Museo; un Museo che si presenta come immagine testimoniante le variazioni secolari avvenute sino agli anni '50.
La preziosità dei numerosi attrezzi agricoli è accresciuta dal fatto che il recente, turbolento sviluppo tecnico e della modernizzazione hanno seppellito in parte le vive fonti della vita quotidiana.
Pur consci della non completa catalogazione del Museo, non si può sottacere l'impegno messo in atto per collegare quel rapporto uomo natura proprio del mondo rurale. Così si potrà notare, attraverso i vari passaggi d'epoca, lo sforzo dell'uomo di migliorare l'eterna sfida con la natura come ben testimoniano, ad esempio, i diversi tipi di erpice che vanno da un singolare utensile costruito con rudimentali assicelle di legno, all'introduzione dei denti di ferro posti su telai più complessi. Ancor più evidente è il trapasso dall'aratro (lo strumento principe del lavoro contadino) al versoio ed al più articolati sistemi di aratura che ottiene un lavoro più profondo ed una massimizzazione della produttività del suolo.
Con il voltorecchio il lavoro mutò completamente fino a giungere, poi. alla meccanizzazione.
La maggior parte dell'attrezzatura rurale per la lavorazione dei campi è formata da strumenti manuali. Ne consegue, dunque, una sequenza di strumenti che costituiscono il veicolo di lettura della storia della proprietà del territorio, delle tecnologie rurali, della micro e macro conflittualità tra braccianti e mezzadri da un lato e imprenditori e proprietari agricoli dall'altra.
Il Museo Contadino di Todi è dunque il prodotto di un'attività, di una cultura, di un'umanità tipica delle nostre terre e di queste soltanto. E' vero che torchi e telai, aratri e gioghi, carri e sgranatoi, presse e cesti si trovano in tutte le raccolte consimili e nelle aie, nelle cantine e nelle vecchie case coloniche, ma è altrettanto vero che ogni paese usava ed usa attrezzi leggermente diversi, perché diversi gli artigiani che li hanno prodotti.

Un padiglione a parte è dedicato ai giochi ed alle curiosità infantili, vista la motivazione sentimentale che ha spinto Foglietti a dedicare questo Museo. Nel padiglione infantile ci sono tutti oggetti fabbricati con perizia dallo stesso proprietario: culle, dondoli, cavallini, girandole..., in pratica tutti «attrezzi» che seguivano il bambino nelle varie fasi di crescita.
Simpatica una carriola costruita interamente in legno dallo stesso Foglietti.

(Comuni di produzione)

Tipo di bene artistico/naturale

Museo