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Museo della Pesca del Lago Trasimeno

L'idea di realizzare un Museo che documentasse l'attività principale svolta per secoli al lago Trasimeno ed il rapporto tra l'uomo e l'acqua nacque nell'aprile del 1974 dopo un'intensa campagna di ricerche dialettologiche svoltasi presso le comunità di pescatori.
Personalità di spicco dell'Università degli Studi di Perugia insieme ai pescatori di S. Feliciano, agli amministratori pubblici e ai docenti delle scuole del Comune di Magione resero possibile dopo alcuni anni la prima esposizione di arnesi e reti da pesca negli spazi messi a disposizione dalla locale scuola media.

Nel 1984 il Museo della Pesca venne allestito all'interno di un ex hangar della scuola piloti per la costruzione e la riparazione degli idrovolanti costruito nel 1913 e inaugurato il 6 marzo del 1914. Il capannone era di proprietà della cooperativa pescatori "Il Trasimeno".

Proprio i pescatori furono protagonisti nel realizzare questo primo organico allestimento. Il Museo era situato in prossimità della darsena di S. Feliciano, a pochi passi dall'imbarcadero per i traghetti diretti ad Isola Polvese. All'interno del capannone la mostra era suddivisa in 8 sezioni: la sezione storica e quella degli audiovisivi, le barche volanti, i vallajoli, le reti, le barche e la sezione dedicata all'ALLI, l'Atlante Linguistico dei Laghi d'Italia.

Nel 1997 il Museo venne trasferito nei nuovi e accoglienti locali messi a disposizione dalla Provincia di Perugia. Vennero accorpati l'ex-incubatoio, il luogo dove veniva riprodotto artificialmente il pesce, l'archivio del Consorzio Pesca e Acquicoltura del Trasimeno e le sale di un ex-ristorante.

Il 30 settembre è stato inaugurato "l'allestimento 2000". Gli oggetti, le attrezzature e gli arnesi impiegati sono tornati a vivere inseriti all'interno delle numerose tecniche di cattura praticate al Trasimeno documentate, caso per caso, grazie ai materiali archeologici, ai dati linguistici, alla memoria orale, agli antichi statuti perugini, ad antichi documenti, cronache e opere letterarie. Le 44 differenti tecniche di pesca sono poste in relazione sia con il contesto storico-sociale sia con quello ambientale. Questo allestimento chiarisce anche i rapporti tra questi due contesti e tra la realtà locale e le realtà più vaste entro cui la prima è incastonata.

Grazie alla collaborazione di vari studiosi è stato "osservato" il lago da punti di vista molteplici: geologico, archeologico, storico, geografico, antropologico, linguistico e ambientale.
La storia della pesca al Trasimeno, lo sviluppo e il declino di questa attività vengono messi in relazione con due importanti periodi storici: la cristianizzazione e la modernizzazione.
Infine alcune "derive" arricchiscono il percorso museale: conservazione, trasporto e vendita del pesce, le principali attività artiginali sussidiarie alla pesca: la lavorazione delle canne palustri e il ciclo della canapa, le imbarcazioni tradizionali e le tecniche di remata, la storia geografica recente del lago, uno studio sui venti e la loro influenza sulla pesca e la navigazione.

(Comuni di produzione)

Tipo di bene artistico/naturale

Museo