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TEATRO della CONCORDIA

 

La sua storia.

Nel cuore del paese, di un paese a forma di cuore quale è la configurazione di Monte Castello di Vibio (in Umbria - provincia di Perugia) sulla sommità del suo colle, a 422 metri di altitudine si trova un inestimabile struttura: un gioiello unico "il teatro più piccolo del mondo". Novantanove posti per sognare! Suddivisi tra i palchi e la platea.

Il Teatro della Concordia è stato progettato in pieno clima post rivoluzione francese del 1789 e poi intitolato proprio a quella "concordia tra i popoli" che si andava ricreando in Europa agli inizi dell'ottocento, quando nove famiglie illustri del paese si diedero da fare per costruire a Monte Castello un luogo di divertimenti e riunioni (c'era anche un caffè-salotto). La sua inaugurazione è datata 1808, in un periodo di massimo splendore culturale, quasi a volersi riscattare da parte dei Montecastellesi di secoli di vicissitudini e di dominazioni subite. Il teatro, si legge in un documento dell'epoca, "venne costruito piccolo, a misura del suo paese". Venne poi affrescato nel 1892 dal giovane pittore Luigi Agretti, appena quattordicenne, che si trovava a villeggiare a Monte Castello proveniente da La Spezia, ma figlio di un perugino, Cesare, già autore delle decorazioni, del telone e dei fondali del Teatro della Concordia. Qui l' Agretti figlio sprigionò le sue prime espressioni artistiche. Questo "giovine venuto dal mar Tirreno" (come recita una poesia scritta nello stesso anno 1892 dal montecastellese Pellegrini), ha lasciato impresse nei colori vivaci dei suoi dipinti le sensazioni della sua precoce vitalità, contribuendo anche lui ad indicare questo luogo, attraverso la dedica rivolta al paese: "Salve ameno colle, nostra patria", come un oasi di tranquillità.

Nel 1927 i caratanti, cioè i proprietari del teatro, fondano la società di gestione denominata "Accademia dei soci del Teatro della Concordia". Poi due anni dopo il teatro viene calcato anche da chi diventerà un personaggio celebre come la cantante soprano Antonietta Stella, originaria di Todi, una fra le migliori interpreti del repertorio verdiano. Successivamente nel 1945 il Teatro della Concordia di Monte Castello di Vibio tiene a battesimo i primi passi di un'altra grande celebrità: si trovava in quel di Todi l'allora giovanissima Gina Lollobrigida. Qui a Monte Castello recitò in "Santarellina" di Scarpetta, una commedia messa in scena dal regista e direttore di scena tuderte L. Tenneroni. L' 8 aprile 1951 si tenne a teatro "La passione di Nostro Signore" per la regia di Renato Ippoliti con notevole successo anche per l'appassionante partecipazione degli abitanti.

Il Teatro più piccolo del mondo ?

Il Comune di Monte Castello di Vibio e la Società del Teatro della Concordia nell’apprendere la notizia che un altro teatro storico italiano è stato restaurato e tornato in attività si congratulano per la riuscita di questa finalità, che nell’esperienza già vissuta qui a Monte Castello di Vibio significa lo stringersi di una comunità intorno al suo luogo di vita e di cultura tradizionale che fanno la storia del tessuto civile italiano.

Il Teatrino di Vetriano ha la stessa capienza di 99 posti del Teatro della Concordia di Monte Castello di Vibio e riguardo al titolo di “più piccolo del mondo” non riteniamo paragonabile il misurarsi in tal senso per il primato.

Qui a Monte Castello l'iniziativa della costruzione di un teatro in un centro di così ridotte dimensioni fu coraggiosamente presa e felicemente attuata da nove "possidenti" i quali ....."lo fecero piccolo, a misura del paese loro, ma la civiltà non si misura a cubatura ne a metri".... (da una lettera dell' ‘800).

E' inconfutabile che, quanto al numero complessivo dei posti, esistano anche altri teatri con meno di 100 posti come, ad esempio, i cosiddetti "teatri di corte" presenti in molte parti d'Europa. Il Teatro della Concordia di Monte Castello di Vibio è definito con lo slogan "il più piccolo del mondo" in quanto è la fedele e riuscita riproduzione in miniatura dei grandi teatri italiani ed europei. Di essi ne ricalca alla perfezione la forma con pianta a campana o "all'italiana" (definita anche goldoniana), la realizzazione interamente in legno, il tipico boccascena, le decorazioni ad affresco che interessano l'intera superficie scoperta compreso il plafone, la presenza del foyer affrescato, del caffè del teatro, dei camerini, della graticciata, della sala per le riunioni, dell'elegante scalone d'ingresso esterno, l'atrio e la biglietteria, la scala di accesso principale ai due ordini di palchi ed una scala secondaria. Se si aggiunge a tutto ciò le modeste dimensioni in cui è stato ricavato, la perfezione dell'acustica, la pregevolezza artistica ed architettonica, la dovizia di particolari con cui è stato costruito nel 1808, insieme alla disposizione armonica dei vari elementi e locali che lo compongono, lo slogan che gli è stato attribuito da sempre appare effettivamente il più calzante ed appropriato. Si tratta di una struttura di inestimabile valore, completa in ogni suo elemento, un esempio di gusto e proporzioni, un luogo dove si respira un senso di leggerezza e gradevolezza. Una vera e propria opera d'arte, unica, nel suo genere, nel panorama teatrale italiano ed europeo e perciò non paragonabile neppure con altri. Un'opera d'arte, che da settembre 2002 è annoverato tra le emissioni filateliche con un francobollo che lo fregia di appartenere al "patrimonio artistico e culturale Italiano". 

Il teatro della Concordia è eccezionale perché è certamente fra i più piccoli del mondo, ma anche perché può considerarsi unico nella sua tipologia, essendo una intelligente via di mezzo fra gli allestimenti teatrali cinquecenteschi in ambienti preesistenti ed il tipico teatro all’italiana.

E’ costituito dal codificato equilibrio fra i tre ambienti che lo connotano: atrio, sala, spazio scenico.

Altri particolari poi concorrono a farne un piccolo gioiello ed una eccezione non tipologicamente classificabile come può facilmente farsi per i restanti teatri umbri:

- le dimensioni dei tre principali spazi con superficie utile pari a: atrio mq. 29, sala mq 68, scena mq 50;

- la struttura dei palchi interamente lignea, la cui cassa armonica rende alla sala la musicalità acustica;

- la spazialità della platea che esalta la perimetrazione a ferro di cavallo;

- la poligonale ansata dei palchetti;

- la mancanza del loggione

 

Il Comune di Monte Castello di Vibio e la Società del Teatro della Concordia nell’aver adottato dal 1993, anno dell’ultimo restauro dopo 42 anni di chiusura, lo slogan di avere “il teatro più piccolo del mondo” sono ben consapevoli che la cultura non si misura a metri e che tanto meno tale “primato” deve essere motivo di orgoglio fine a se stesso. Invece è motivo di orgoglio per la comunità montecastellese l’avere qui un bene inestimabile di particolare pregio artistico e architettonico. E l’annoverarsi nella storia del guinness dei primati per “registrarsi” come “il più piccolo tra i teatri”, miniatura di un grande teatro, è una strada che si può percorrere! Lo slogan finora adottato verrà quindi gelosamente mantenuto per le ragioni appena esposte. Inoltre, dal momento che detto slogan viene da noi adoperato da molti anni ed utilizzato esplicitamente come elemento caratterizzante la campagna promozionale sia del Teatro della Concordia che del paese di Monte Castello, si sta valutando la possibilità di diffidare formalmente coloro che se ne vogliano appropriare. Ciò anche al fine di evitare elementi di confusione o disorientamento fra il pubblico, i visitatori e gli amanti dell'arte e della cultura. In ultima analisi, comunque, invitiamo la stampa specializzata ed il pubblico, a cui ovviamente ci rimettiamo, a fornire le proprie valutazioni in proposito visitando il nostro "gioiello".

(Comuni di produzione)

(Itinerari)

Tipo di bene artistico/naturale

Teatro